Proposta per prevenire la femminilizzazione degli adolescenti maschi in Cina
Si chiama “Proposta per prevenire la femminilizzazione dei ragazzi” ed è il piano annunciato a fine gennaio 2021 dal Ministero dell’Istruzione cinese. Si registra che in Cina i ragazzi sarebbero effeminati, troppo timidi e sdolcinati in antitesi con l’eroe asiatico forte e vigoroso, pronto a difendere la sua patria.
I media, infatti, hanno riportato questa condizione, denunciando la crisi della mascolinità sulla quale bisognerebbe intervenire. Il progetto di “sfemminilizzazione” è nato dalla proposta avanzata a maggio 2020 da un membro della conferenza consultiva del parlamento, Size Fu, molto preoccupato dell’atteggiamento assunto dai ragazzi cinesi. Per i vertici del governo questa scarsa virilità maschile ha numerose cause come le numerose insegnanti donne nelle scuole e l’affermarsi di attori e boyband dall’aspetto molto curato , simile a quello delle ragazze. Di fronte alla diffusione di immagini di ragazzi con aspetto femminile il governo cinese ha imposto ai programmatori televisivi di oscurare le orecchie dei cantanti che indossano orecchini.
Anche la politica del figlio unico adottata dal governo, dal 1979 al 2013, la quale prevedeva che ogni coppia potesse avere un solo figlio, con l’obiettivo di evitare la sovrappopolazione, è stata individuata tra le cause di questa femminilizzazione in quanto avrebbe reso i maschi meno indipendenti e viziati. Questa politica del figlio unico non è, però, del tutto scomparsa perché sono previste sanzioni esose alle famiglie che aspettano il terzo figlio. Per rimediare al fenomeno della femminilizzazione dei maschi, quindi, il piano del ministero è quello di enfatizzare lo spirito dello yang, ovverolo spirito della forza maschile, sfornando campioni sportivi che amino la palestra e la vita militare. A tal proposito sono tanti i genitori che hanno iniziato ad iscrivere i propri figli in centri sportivi e nei campi di addestramento militari. Nonostante alcuni consensi, questa manovra del ministero ha anche generato profondi dibattiti, non solo da parte di accademici, ma anche da parte di associazioni e di gente comune.
Il programma risulta essere l’ennesimo esempio del controllo e dell’omologazione del governo sugli stereotipi di genere, che continua a legittimare le discriminazioni sessuali. Le conseguenze di questo piano sono molteplici: la violenza domestica, il bullismo sull’identità sessuale, un forte sessismo e l’odio nei confronti della disuguaglianza di genere. Perfino l’emittente statale CCTV ha dichiarato come lo spirito dello yang non si riferisca all’adozione di un comportamento maschile, ma ad un tipo di bellezza che si esprime attraverso i modi, lo spirito e il fisico. Già ad aprile 2020 la piattaforma social webo aveva eliminato alcuni contenuti riguardanti tematiche lesbiche e per questo gli attivisti LGBTQI+ hanno il timore che si possa intensificare la censura online. Fino al 1987 essere gay era un reato e al momento non c’è alcuna legge che tuteli gli omosessuali dalla discriminazione.
La Cina, secondo il report del World Economic Forum, relativo al Gender Global Gap, si trova al centoseiesimo posto su centocinquantatrè paesi per divario fra i generi; inoltre nascono più maschi che femmine: si è passati da centonove maschi e cento femmine nel 1982, a centodiciassette-centodiciotto maschi e cento femmine negli ultimi anni. Per non parlare delle evidenti prove demografiche di preferenza per il figlio maschio come ad esempio la possibilità per alcune famiglie di avere una nascita in più se quella precedente è stata una femmina. Ricordando come la Cina ricopra il centosessantesimo posto su centottanta nella classifica della libertà di stampa, redatta da Reporter senza frontiere, l’opera di” sfemminilizzazione” è rivolta a non dare visibilità a qualsiasi forma di espressione fisica e intellettiva, alla riduzione e allo svilimento del concetto in primis di donna, ma anche di uomo, con l’obiettivo di renderli solo schiavi di un sistema impegnato a coprirsi gli occhi e tapparsi le orecchie nei riguardi degli esseri umani.


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