Israele-Palestina: una guerra di anime
Se il Medio Oriente è il ‘ring del mondo’, come lo ha definito lo storico e filosofo israeliano Yuval Noah Harari, è in gran parte a causa di questo conflitto. In un’intervista con Sky Tg24, Harari ha espresso la sua opinione riguardo la situazione d’emergenza in Israele.
Secondo lo storico, Hamas non ha come obiettivo la conquista territoriale, in quanto non ne ha capacità militare né il potere di farlo. Il suo attacco è servito ad assicurarsi che tutto il mondo veda interi villaggi e popolazioni massacrati e torturati e che tutto ciò avesse un enorme impatto mediatico. Vuole seminare l’odio e la violenza nelle menti di milioni di persone per non giungere mai alla pace.
Sembra che Israele fosse sul punto di firmare un accordo con l’Arabia Saudita, volto a migliorare i rapporti con il mondo arabo, con il fine di migliorare le condizioni di migliaia di palestinesi nei propri territori. Dunque Hamas, ha voluto immediatamente fermare il trattato di pace, per scatenare un nuovo attacco. Sorge spontanea una domanda. Come Hamas può fare tutto questo? Come è possibile che vada contro il suo stesso popolo, non preoccupandosi delle sofferenze che una guerra del genere ha provocato e di certo provocherà? Non sembra interessare la sofferenza dei palestinesi, perché questa associazione terroristica ha un’altra visione del mondo. Ha credenze religiose fanatiche che affermano che ciò che conta davvero sia solo l’aldilà: se un palestinese viene ucciso da Israele, è un martire e va immediatamente in paradiso. Nella visione del mondo di Hamas questo è un bene, ed è per questo che i palestinesi sono disposti a bruciare l’intera regione. Sono disposti a bruciare questo mondo affinché le loro anime possano godere di pace e beatitudine eterne.
Harari ha più volte criticato il regime di Netanyahu (Israele), per molte delle sue politiche. D’altro canto afferma che chiunque incolpi Israele per l’attacco, di conseguenza approva coloro che hanno fatto di tutto per stroncare ogni possibilità di pace.
“Non siate intellettualmente pigri. Non vedete solo una parte della realtà. Cercate di apprezzare la complessità della situazione e di pensare in modo costruttivo a come poter raggiungere un giorno un luogo di pace che scompare lentamente.”
Cosa succederà ora? La comunità internazionale deve assicurarsi che i civili palestinesi di Gaza siano sovrani e che possano costruirsi un futuro dignitoso e rispettoso dei loro diritti come cittadini e come uomini. Questo obiettivo non può essere raggiunto solo da Israele, ma ci sarà bisogno di aiuti internazionali una volta che Hamas sarà sconfitto.

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