Annalisa ed Elodie nel mirino: arte o blasfemia ?

Negli ultimi mesi due tra le artiste italiane più amate, Elodie e Annalisa, sono state al centro di accese polemiche sui social. Alcuni gruppi di fedeli hanno accusato le cantanti di blasfemia e satanismo a causa di alcuni simboli religiosi presenti nei loro progetti musicali.

Il caso Elodie

Una delle due cantanti accusate di blasfemia è Elodie, vincitrice del premio David di Donatello come miglior canzone originale del 2023, pluripremiata ai Music Awards e da Bilboard Italia. Nel Maggio 2025 Elodie ha pubblicato il suo nuovo album “MI AMI MI ODI” del quale ci racconta:

Voglio che chiunque ascolti l’album si senta forte e sexy. È empowerment in purezza. La possibilità di far sentire potenti gli altri rende tutte e tutti più liberi. Scoprire quanto vali, indipendentemente da quello che gli altri pensano di te, è fondamentale. Non aspettare che siano gli altri a dirti chi sei: essere nelle mani degli altri può essere molto pericoloso. […] Mi ami mi odi racconta di una notte che ti fa cambiare, una di quelle notti che ti ricordi. Per me è sempre al mattino che succedono davvero le cose, non durante la serata appena trascorsa. Durante la notte sfoghi tutto, sali, ti perdi e alla fine ritrovi te stessa. Quando torni a casa, con la luce che entra dalle finestre, ti dici: “forse potevo fare meglio”. A me è capitato spesso. È in quel momento, tra la stanchezza e la luce nuova, che riesci a fare ordine. È lì che affiorano davvero i tuoi desideri. È uno dei momenti che preferisco. Voglio restare lucida su ciò che accade nel mondo, sul mio dolore e su quello degli altri, ma anche trovare la forza di trasformarlo in qualcosa di diverso

L’album viene attaccato da un gruppo di fanatici cattolici che, non avendo colto il vero significato dell’album facendo capire di non averlo neanche ascoltato, si concentrano sulla sua copertina dove Elodie posa in abito nero appoggiata ad una superficie metallica a forma di croce nella quale sono incastonate delle casse audio nere circolari.

“e poi dicono che la musica italiana non sia anticristiana” “venduti, ave christus rex” “se sapesse il dolore che ha avuto Gesù sulla Croce! E il sacrificio che ha fatto per noi” , “fa proprio schifo”

Questi sono solo per alcuni dei tanti commenti che urlano alla blasfemia ovvero quelli privi di offese talmente gravi che renderebbero questo articolo non tanto decoroso.

Il caso Annalisa

Lo stesso trattamento è stato riservato anche ad Annalisa che molti conoscono per il singolo “Sinceramente” con il  quale ha partecipato a Sanremo 2024, vincitrice della serata cover di Sanremo 2025 e di dodici Music Awards diventando la cantante più premiata in una sola edizione nella storia.

Il singolo “Maschio” anch’esso pubblicato a Maggio 2025 e successivamente inserito nell’Album “MA IO SONO FUOCO”” uscito il 10 Ottobre 2025, è stato criticato non solo per il testo, ma anche per il suo video musicale dove la cantante indossa delle corna. I versi presi in considerazione sono:

“Faccio il diavolo per te” che da inizio alla canzone, ovviamente essendoci presente la parola “diavolo” è ovvio che si tratti di satanismo,  “invertire Adamo ed Eva” qua si va nell’assurdo,

è proprio quello che vogliono i satanisti! Invertirli per dare vita all’androgino satanico

e infine il commento che ha raggiunto il massimo livello di fanatismo è: “il pezzo è una narrazione diabolica in assenza di Dio”.

Incredibile come tutti questi “fedeli” siano uniti da un solo sentimento che non è l’amore e la fratellanza come ci insegnano i vangeli e le sacre scritture ma un sentimento di odio, invidia o peggio ancora malevolenza che come ben sappiamo sono l’antitesi della dottrina cristiana e che si avvicinano ad una dottrina un po’ più oscura.

Forse sarebbe meglio che chi si dice credente ricordasse che il messaggio cristiano parla prima di tutto di amore e tolleranza, non di odio e condanna. Le reazioni contro Elodie e Annalisa mostrano quanto sia difficile, ancora oggi, distinguere tra espressione artistica e provocazione. La musica spesso esplora temi simbolici o spirituali, ma accusare senza comprendere rischia di oscurare il vero significato dell’arte: comunicare emozioni, libertà e pensiero critico.

Mi chiedo: “dove finisce la libertà artistica e dove comincia l’offesa? Forse vale la pena parlarne, prima di giudicare.”

Antonio Cinquegrana

IV A Linguistico