“Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio, di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare.” Questo è quanto disse don Peppe Diana parlando a proposito della camorra, da cui fu ucciso il 19 marzo di venticinque anni fa.

Don Peppe Diana, oltre ad essere un sacerdote, fu anche un capo scout ed è per questo che diecimila scout hanno deciso di ricordarlo marciando in suo onore per le strade di Casal di Principe, lunedì 18 marzo.

Il valore di don Peppe Diana può essere paragonato a quello di Giancarlo Siani, non “eroi” ma persone che nella loro quotidianità hanno svolto, con impegno e con coscienza, rispettivamente l’ufficio e il lavoro a cui si erano dati anima e corpo per far valere con coraggio, sempre e in ogni caso, i principi di legalità. A tal proposito, per quanto riguarda il nostro don Peppe Diana, a testimonianza dell’amore e del rispetto che tutt’oggi molti nutrono per lui, è stata anche realizzata una miniserie in due puntate dal titolo Per amore del mio popolo che nel 2014 è stata prodotta dalla Rai con la regia di Antonio Frazzi e che ha visto tra i suoi interpreti Alessandro Preziosi. Scopo della fiction era ricordare il sacerdote casalese ma soprattutto testimoniare il riscatto del nostro territorio per il quale lo stesso don Peppe Diana ha combattuto da sempre, senza omertà e a cui avrebbe voluto assistere se non fosse stato fermato.

Credo  che, se non vogliamo che la sua morte risulti vana, tutti dobbiamo impegnarci in piccoli atti quotidiani di legalità e, così, mantenerne vivo il ricordo.