Spose bambine: un fenomeno ancora diffuso
La donna per secoli è stata trattata come un oggetto ed è stata privata di ogni diritto e di ogni libertá, arrivando al punto di essere considerata uno strumento tramite il quale raggiungere scopi economici o di interesse personale; è passata da oggetto di “proprietá” del padre a quello di proprietà del marito. Assurdo pensare che la maggior parte delle volte, coloro che vengono private della propria vita non sono solo donne adulte ma vere e proprie bambine. Nonostante la nostra societá si sia evoluta e la donna, dopo continue lotte, sia riuscita ad ottenere i diritti che le spetta , in Niger, in Ciad, in Bangladesh , in Guinea e in altri Paesi del mondo le donne, anche in tenera età, sono private del diritto alla salute, all’ istruzione, al gioco , a vivere in un contesto sereno e a progettare il loro futuro autonomamente.
I matrimoni precoci rappresentano un problema gravissimo che affonda le sue radici nella povertà e in antichi retaggi culturali ancora accettati. Si tratta di una tradizione che si tramanda da secoli e che, pur essendo illegale nella quasi totalità degli Stati, è ancora praticata abitualmente.
Le conseguenze di queste unioni premature sono molteplici: gravidanze precoci con elevati rischi di mortalità per madre e bambino, mancanza di indipendenza ed emancipazione e aumento dei casi di violenza e abusi domestica. Le cifre sono da capogiro: 13,5 milioni di bambine ogni anno sono costrette a sposarsi. Nei paesi in via di sviluppo una giovane su tre si sposa prima di compiere la maggior età. Tutte queste bambine non sono pronte, né fisicamente, né psicologicamente, ad affrontare un matrimonio.
Dobbiamo prendere atto di questo fenomeno e impegnarci ad arrestarlo. Spaventose sono le immagini di spose bambine come Beauty, quindicenne del Bangladesh, ritratta durante la sua cerimonia di nozze con un uomo di 14 anni più grande di lei: occhi bassi, sguardo spento, un misto di paura e rassegnazione. “Quando mio padre mi ha detto che stavo per sposarmi, sentivo che la mia vita era rovinata. Mi sono immaginata come mia madre, giovane moglie e con tanti bambini. Tutti i miei sogni infranti”, commenta Beauty.
Tutte queste bambine sono costrette a sposarsi e a rinunciare a quelle emozioni che gli anni della giovinezza possono regalare, insieme ai loro sogni e alla loro carriera.
I sentimenti e i pareri delle ragazze non vengono minimamente considerati , ma le ragazze, private della loro libertà, sono manipolate come marionette: sono continuamente controllate dal proprio marito in ogni azione che compiono.
Se potessimo vivere i sentimenti delle future spose in prima persona, ci renderemo conto di quanto queste siano forti e coraggiose, ma allo stesso tempo fragili e rassegnate al loro destino.
È demoralizzante vedere come l’uomo continui ad assumere una posizione di immeritata supremazia sulla donna, ritenendosi in diritto di poter decidere sulla sua vita e di poter troncare ogni suo progetto per il futuro. È di rilevante importanza discutere su questa tematica e tenere sempre acceso l’interesse verso tali situazioni.
Riflettere su questo argomento ci induce a pensare alle possibili soluzioni, ma l’unica realmente valida è continuare a parlare e a manifestare la propria rabbia e il proprio dolore in modo da sensibilizzare tutti a far sì che quest’atrocità cessi di esistere.
Una donna, in quanto essere umano, ha il pieno potere sulla sua vita e non ha bisogno di restrizioni imposte da altre persone per realizzarsi, con la piena consapevolezza di poter vivere la propria storia d’amore senza alcun limite.
Martina De Biase, Aurora Schettino, Laura Scognamiglio IBcl


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