La giornalista del tg1, Lucia Goracci, era stata inviata in Romania per fare un servizio, concordato con la senatrice, sul perché la nazione rumena sia così indietro con le vaccinazioni anti-Covid.

L’inviata del tg riporta che la senatrice no-vax ,Diana Sasoaca, ad un certo punto ha chiamato la polizia denunciando la troupe per minacce.

Una volta giunta la polizia sul posto, al contrario di quanto sperato dalla giornalista italiana, ha inizio una perquisizione alla ricerca di armi e droga; questo stupisce la Goracci che commenta: “Quando sono entrata  con la polizia, mi sono illusa  che  intervenisse per difenderci,  invece, ha iniziato a farci il quarto grado. Il marito della senatrice ci ha messo le mani addosso e il poliziotto ci ha poi portati via, in un crescendo  grottesco”. La giornalista spaventata e meravigliata al pensiero che questo grave episodio sia accaduto in un paese come la Romania esclama:” Non siamo mica in Siria!”. Solo dopo 9 ore la diplomazia, il consolato e il ministro degli esteri italiano intervengono liberando la troupe.

Successivamente Luigi di Maio ha chiesto spiegazioni al governo rumeno che, dispiaciuto, afferma che la libertà di stampa è un diritto; per questa ragione ha aperto un’inchiesta per scoprire i dettagli sull’incidente avvenuto.

Non si sa precisamente cosa abbia spinto la senatrice no-vax di estrema destra ad agire in tale modo ; si suppone che alcune domande per il servizio possono averla infastidita, ma Lucia Goracci ha posto le domande lasciandole la massima libertà di risposta, pur cercando  di riportare la grave situazione che sta vivendo lo Stato membro dell’UE.

Infatti è necessario sottolineare che la Romania è molto indietro con le vaccinazioni: ci sono stati 330 morti in 24 ore per Covid-19 e 15 mila nuove infezioni. Dall’inizio della pandemia questo sembra essere il record più alto ottenuto e la maggior parte delle persone morte ,inoltre, non erano vaccinate. Per questo motivo il governo ha introdotto nuove restrizioni per chi non ha ricevuto il vaccino, per esempio il coprifuoco fino alle 18, l’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici e l’impossibilità di andare nei luoghi chiusi come cinema, teatri o locali per feste.

Si pensa che questa situazione sia dovuta alla disinformazione e alle notizie false che circolano , a cui la maggior parte della popolazione rumena crede.

Si spera presto in un miglioramento dei dati riportati e che molte più persone non si attengano alle “fake news” riportate dai social.

Chiara Ciaravola III B Cl.